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Nuova normativa resi e-commerce 2026: cosa cambia dal 19 giugno

Dal 19 giugno 2026 cambia un aspetto importante nella gestione dei resi e-commerce e, più precisamente, nell’esercizio del diritto di recesso online.

La novità interessa le attività che concludono contratti a distanza con i consumatori attraverso un sito web, un e-commerce o un’altra interfaccia online.

In parole semplici: quando un cliente ha diritto a recedere da un contratto concluso online, non dovrebbe essere costretto a cercare per minuti nelle condizioni di vendita, recuperare un indirizzo email o capire da solo a chi inviare la richiesta.

Il sito deve prevedere una vera e propria funzione di recesso online.

Molti negozi online gestiscono ancora i resi e-commerce attraverso una semplice email, una pagina informativa o un modulo di contatto generico. Con la nuova normativa è importante verificare se la procedura attualmente presente sul sito rispetta davvero i nuovi requisiti.

Cosa cambia dal 19 giugno 2026 per i resi e-commerce?

La novità deriva dalla Direttiva europea UE 2023/2673, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 31 dicembre 2025, n. 209.

Il decreto ha introdotto nel Codice del Consumo il nuovo articolo 54-bis, dedicato all’esercizio del diritto di recesso per i contratti a distanza conclusi tramite un’interfaccia online.

Il provvedimento italiano è entrato in vigore il 23 gennaio 2026, mentre le nuove disposizioni trovano applicazione a decorrere dal 19 giugno 2026.

Quando si parla di nuova normativa sui resi e-commerce, quindi, bisogna fare una precisazione importante.

La legge non introduce un nuovo diritto generalizzato alla restituzione dei prodotti. La novità riguarda soprattutto il modo in cui il consumatore deve poter esercitare online il proprio diritto di recesso, quando questo è previsto.

Per i contratti conclusi online ai quali si applica il diritto di recesso, il professionista deve consentire al consumatore di recedere anche attraverso una specifica funzione online.

Quindi attenzione: non stiamo parlando semplicemente di aggiornare la pagina “Resi e rimborsi”.

In molti casi sarà necessario intervenire concretamente sul funzionamento del sito.

Resi e-commerce e pulsante per il recesso: cosa prevede realmente la legge?

Negli ultimi mesi si è iniziato a parlare di un nuovo “pulsante per il reso” obbligatorio.

È una definizione semplice e immediata, soprattutto quando si parla di resi e-commerce, ma tecnicamente non è del tutto precisa.

La normativa parla infatti di una “funzione di recesso”.

Il nuovo articolo 54-bis del Codice del Consumo prevede che questa funzione sia indicata in modo facilmente leggibile con le parole:

“recedere dal contratto qui”

oppure attraverso una formulazione equivalente, purché sia altrettanto chiara e inequivocabile.

Non significa quindi che tutti gli e-commerce debbano avere un pulsante graficamente identico.

Significa, però, che il consumatore deve trovare sul sito una funzione ben riconoscibile che gli permetta di comunicare online la propria decisione di recedere dal contratto.

La funzione di recesso deve essere visibile e facile da trovare

Uno dei passaggi più importanti della nuova normativa riguarda proprio l’accessibilità della procedura.

La funzione di recesso deve:

  • essere ben visibile sull’interfaccia online;
  • essere facilmente accessibile al consumatore;
  • essere disponibile in modo continuativo per tutto il periodo durante il quale il diritto di recesso può essere esercitato;
  • utilizzare una dicitura chiara e non ambigua.

Questo è un dettaglio fondamentale.

Molti siti gestiscono ancora i resi e-commerce nascondendo le istruzioni in fondo alle condizioni generali di vendita oppure invitando il cliente a contattare genericamente l’assistenza.

Una procedura di questo tipo non equivale automaticamente alla funzione prevista dal nuovo articolo 54-bis.

La logica della norma è piuttosto semplice: il consumatore deve poter esercitare il recesso online attraverso un percorso immediatamente comprensibile.

Quali informazioni deve poter inserire il cliente?

La funzione di recesso deve consentire al consumatore di inviare una dichiarazione online con la quale informa il venditore della propria decisione di recedere dal contratto.

Durante la procedura il cliente deve poter fornire o confermare facilmente almeno:

  • il proprio nome;
  • le informazioni necessarie a identificare il contratto o l’ordine dal quale intende recedere;
  • le informazioni relative al mezzo elettronico sul quale ricevere la conferma del recesso.

Nel caso di un e-commerce, ad esempio, la procedura potrebbe permettere al cliente di identificare il proprio ordine e inviare la dichiarazione di recesso attraverso un modulo dedicato.

Il modo in cui questa funzione viene sviluppata può variare in base alla piattaforma utilizzata, alla struttura del negozio online e al sistema attualmente utilizzato per la gestione dei resi e-commerce.

Non basta inviare il modulo: serve anche la conferma del recesso

La normativa prevede un ulteriore passaggio.

Dopo aver compilato la dichiarazione di recesso online, il consumatore deve avere la possibilità di confermare l’invio della richiesta.

Anche in questo caso la dicitura deve essere facilmente leggibile e inequivocabile.

La legge indica la formula:

“conferma recesso”

oppure un’altra formulazione equivalente e altrettanto chiara.

Una volta confermata l’operazione, il professionista deve inviare al consumatore, senza indebito ritardo, un avviso di ricevimento del recesso su un supporto durevole.

Nella maggior parte dei siti e-commerce questo potrà tradursi, ad esempio, nell’invio di una email automatica di conferma.

L’avviso deve comprendere il contenuto della comunicazione e indicare la data e l’ora della trasmissione.

Per i resi e-commerce basta un indirizzo email?

È probabilmente una delle domande più frequenti tra chi gestisce un negozio online.

La risposta è: non bisogna confondere i normali canali di contatto con la nuova funzione di recesso prevista dalla normativa.

Avere un indirizzo email pubblicato sul sito, un modulo di contatto generico o un servizio clienti non significa necessariamente aver implementato il processo descritto dall’articolo 54-bis.

La nuova funzione ha caratteristiche precise: deve essere visibile, accessibile, disponibile durante il periodo di recesso, permettere l’identificazione del contratto, prevedere una conferma dell’operazione e generare un avviso di ricevimento con data e ora.

Per questo motivo, soprattutto per i siti che gestiscono un numero elevato di resi e-commerce, è opportuno verificare tecnicamente il processo attualmente utilizzato.

Non esiste una soluzione identica per tutti i siti.

La nuova normativa sui resi e-commerce introduce un nuovo diritto di reso?

No.

È importante chiarire questo punto perché online si sta facendo parecchia confusione.

La nuova normativa sui resi e-commerce non introduce da zero il diritto di recesso e non significa che dal 19 giugno qualsiasi prodotto potrà essere restituito in qualsiasi momento.

Il diritto di recesso per i contratti a distanza è già disciplinato dal Codice del Consumo.

In linea generale, nei casi previsti dalla legge, il consumatore dispone di 14 giorni per esercitare il diritto di recesso senza dover fornire una motivazione.

Restano inoltre valide le eccezioni previste dalla normativa.

Esistono infatti beni e servizi per i quali il diritto di recesso può essere escluso o può venir meno al verificarsi di determinate condizioni.

La vera novità riguarda quindi il modo in cui il consumatore deve poter esercitare online un diritto di recesso esistente.

A quali siti si applica il nuovo obbligo?

Il nuovo articolo 54-bis fa riferimento ai contratti a distanza conclusi mediante un’interfaccia online.

Il tema riguarda quindi soprattutto i rapporti B2C, cioè tra professionista e consumatore, quando il contratto viene concluso attraverso un’interfaccia online e per quel contratto è previsto il diritto di recesso.

Gli e-commerce sono il caso più evidente.

Ma limitarsi a pensare soltanto ai classici negozi online che vendono prodotti fisici può essere riduttivo.

È necessario valutare concretamente cosa viene venduto attraverso il sito, a chi viene venduto e come viene concluso il contratto online.

Per questo motivo consigliamo di non installare frettolosamente un pulsante o un plugin per la gestione dei resi e-commerce senza aver prima verificato il reale funzionamento del proprio sito.

Resi e-commerce su WooCommerce, WordPress, Shopify e siti personalizzati

Dal punto di vista tecnico, la procedura da implementare dipende dalla piattaforma utilizzata.

Un sito realizzato con WordPress e WooCommerce può avere una gestione degli ordini completamente diversa da un e-commerce sviluppato con Shopify o da una piattaforma realizzata su misura.

Prima di intervenire è necessario controllare:

  • come il cliente effettua l’ordine;
  • se esiste un’area riservata;
  • come vengono identificati gli ordini;
  • quali prodotti o servizi vengono venduti;
  • come vengono attualmente gestiti i resi e le richieste di recesso;
  • quali email automatiche vengono inviate dal sito;
  • cosa riportano le condizioni generali di vendita e la pagina dedicata ai resi.

Solo dopo questa verifica è possibile capire come integrare correttamente la funzione di recesso nel flusso dell’e-commerce.

In alcuni siti potrebbe essere necessario sviluppare un modulo dedicato.

In altri casi la funzione potrebbe essere integrata nell’area cliente o collegata direttamente agli ordini.

Potrebbe essere inoltre necessario configurare l’invio automatico della ricevuta e registrare correttamente la data e l’ora della richiesta.

Il tuo e-commerce gestisce ancora i resi tramite email?

Se gestisci un e-commerce e non sai cosa sia la funzione di recesso online, è il momento di controllare il tuo sito.

Molti negozi online gestiscono ancora i resi e-commerce esclusivamente attraverso una pagina “Resi”, un indirizzo email o un modulo di contatto generico.

Il problema è che il nuovo articolo 54-bis descrive un processo online con requisiti specifici.

Aspettare l’ultimo momento non è una buona strategia.

La cosa più sensata è verificare la piattaforma utilizzata e capire quali interventi tecnici siano effettivamente necessari.

Hai un e-commerce? Verifichiamo se il tuo sito è pronto

Noi di Dilorsoft possiamo controllare il funzionamento del tuo e-commerce e valutare gli interventi tecnici necessari per integrare una funzione di recesso online coerente con i nuovi requisiti.

Lavoriamo su siti WordPress, WooCommerce e altre soluzioni e-commerce, analizzando il processo di acquisto, la gestione degli ordini e l’attuale procedura utilizzata per i resi e-commerce.

Se il tuo sito non dispone ancora di una procedura di recesso online dedicata, contattaci e spiegaci come è stato realizzato il tuo e-commerce.

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Conclusioni

Dal 19 giugno 2026 la gestione dei resi e-commerce e del diritto di recesso online diventa un tema ancora più importante per chi conclude contratti con i consumatori attraverso un sito web.

La nuova funzione prevista dall’articolo 54-bis del Codice del Consumo deve permettere al consumatore di comunicare il recesso online attraverso un percorso visibile, accessibile e facilmente comprensibile.

Deve inoltre essere prevista una conferma dell’operazione e il consumatore deve ricevere un avviso di ricevimento contenente anche la data e l’ora della trasmissione.

Non si tratta quindi semplicemente di aggiungere una nuova frase nella pagina dei resi.

Per molti e-commerce sarà necessario verificare il processo attuale e intervenire tecnicamente sul sito.

Se hai un negozio online e non sai se la tua attuale gestione dei resi e-commerce rispetta i nuovi requisiti, contatta Dilorsoft: analizziamo il tuo sito e valutiamo la soluzione tecnica più adatta.

Nota: il presente articolo ha finalità informative e illustra gli aspetti tecnici generali relativi alle nuove disposizioni sul recesso online. Per la valutazione giuridica e contrattuale della propria attività è opportuno rivolgersi a un professionista competente in materia legale.

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